Storia del Palazzo

Il Palazzo Del Monte, eretto tra la fine del Quattrocento e gli inizi del Cinquecento, è ubicato all'angolo di via Suffragio e via San Marco, antiche strade d'accesso alla città di Trento. L'unitarietà del progetto, la ricchezza delle decorazioni in pietra e il ciclo di affreschi raffigurante le fatiche di Ercole, rendono l’edificio un esempio dell'evoluzione dalle forme gotico - veneziano verso i caratteri del più maturo rinascimento.


L’ aspetto attuale dell’edificio è fedele a quello del progetto originario, nonostante il pesante degrado che le precipitazioni atmosferiche e gli incendi hanno apportato agli affreschi, in particolare a quelli della facciata di via del Suffragio. Il prospetto su questa via è a quattro ordini. Al pianterreno sorge il monumentale portale marmoreo, architravato ed iscritto in una cornice rettangolare. Il piano nobile è caratterizzato da una trifora ed un balconcino alla cui base diparte una modanatura marcapiano. Il secondo piano risulta identico al primo se non per l'assenza della modanatura. Sopra, tre finestrelle rettangolari danno luce al piano sottotetto. La rigorosità simmetrica di questa facciata è accentuata da due lesene tripartite angolari. Il prospetto su via S. Marco, invece, risulta meno imponente e in parte modificato da interventi successivi. Oggi il piano terreno ha cinque aperture architravate; sia il primo che il secondo piano contano otto monofore (la quinta da sinistra dà su un balconcino), il piano sottotetto ha sei finestre rettangolari.


Committenti, quasi certamente, furono i nobili Meli “ de Melis”, il cui stemma è ben visibile sotto il poggio di via S. Marco, trasferitisi a Cremona nel 1530. Nel corso del tempo si sono avvicendate diverse famiglie, tra cui si annovera quella del farmacista Antonio Del Monte (1612) e la famiglia Bertagnoli a partire dal 1932.


Edificato su uno dei punti nevralgici della città, il Cantone, piazza di raccordo delle vie San Pietro, San Marco, Via Suffragio e Via Manci, il palazzo spicca per le sue pitture a fresco di soggetto mitologico eseguite fra il 1515 e il 1519, raffiguranti le fatiche di Ercole. Nel ciclo di affreschi si rintracciano anche vari personaggi maschili seduti ed intenti nella lettura, abbigliati secondo la moda di epoca greca, romana e medievale-monastica, busti maschili e motivi tratti dal repertorio simbolico rinascimentale.